NOVA SIRI

 

 

Nova Siri è un centro abitato diviso in due agglomerati urbani, situato sul confine calabro-lucano. ha una popolazione di circa 6/7000 abitanti. Il territorio si estende dalle alture del preappennino lucano fino al mare, per una lunghezza di circa 15 km. Le origini di Nova Siri si perdono nella notte dei tempi, il colle sul quale sorge la parte più antica del paese, ai tempi della Magna Grecia era un avamposto militare ed una necropoli della città di Siris, che sorgeva sulla riva sinistra del fiume Sinni, verso la foce, sulla quale c'erano un porto fluviale ed uno marittimo. Dopo la distruzione di Siris, avvenuta tra il 560 ed 550 a.C. , una parte degli abitanti cercarono scampo sul citato colle. Con l'arrivo delle legioni romane il colle divenne un importante accampamento militare e fu chiamato "Castrum Boletum", nome che rimase per tutto l'alto medioevo.

Quindi si chiamò Boleta, ed infine Bollita.

I suoi abitanti presero parte alle vicende storiche del regno di Napoli (1130-1860), specialmente durante il Risorgimento e fu sede di sette carbonare. Un piccolo manipolo di 25 uomini prese parte all'ultima battaglia dei garibaldini sul Vulturino, a Capua e a Civitella, dove si coprirono di gloria.

Nel 1871, per decreto del re Vittorio Emanuele II, Bollita fu chiamata Nova Siri, in ricordo dell'antica Siris, della quale continua virtualmente il corso storico.

Nova Siri ha dato i natali ad uomini illustri quale Luigi Settembrini, letterato e patriota, l'avvocato Francesco Antonio Salerno, che fu consigliere personale del re di Napoli Ferdinando I, il medico Pietro Antonio Battifarano che fu convinto assertore dell'unità d'Italia e combatté i borboni dal 1848 al 1860.

Nel centro del paese si possono vedere i palazzotti delle famiglie più antiche, vie e scalinate di chiara impronta medioevale.

La chiesa madre del 1585 con il coro ligneo del 1775 e dipinti d'epoca.

La "Torre Bollita", fatta costruire dal vicerè spagnolo a Napoli, Pedro da Toledo, intorno al 1520, a guardia della costa ionica, infestata da ordine di pirati turchi.

Il Castello sorto alla fine del 1300, inizio del 1400 che fu, fino al 1806, sede di feudatari di Bollita ( De Castro, Asprella, Raimondi, Crivelli). Il nome di De Castro è noto anche perché legato alle vicende drammatiche della poetessa Isabella di Morra , vissuta tra il 1520 ed il 1546, feudataria di Favale; l'odierna Valsinni.

La cappella della "Madonna della Sulla", nelle vicinanze del paese, risale alla fine del 1600 e nel luogo era l'oratorio estivo della confraternita. Si tiene il 21 Agosto una fiera che risale all'età classica.

Nel territorio sorgono pure le vasche romane di Sant'Alessio che sono rimaste intatte nella loro struttura e funzione.

Le terme di "Cigno dei Vagni", resti di una villa patrizia, dell'età romana, dove c'è da ammirare l'ingegnoso sistema di circolazione dell'acqua calda e del vapore.